BGT Data Consulting
  • Home
  • Servizi
  • Contatti
  • Blog
Ottobre 27, 2025 da bgt_editore

Videosorveglianza nelle imprese: obblighi, cartelli e sanzioni secondo il Garante Privacy 2025

Videosorveglianza nelle imprese: obblighi, cartelli e sanzioni secondo il Garante Privacy 2025
Ottobre 27, 2025 da bgt_editore

La videosorveglianza è oggi uno degli strumenti più diffusi per la sicurezza aziendale, ma anche uno dei più sensibili dal punto di vista della privacy. L’uso di telecamere in ambito privato, infatti, implica la raccolta di dati personali e quindi richiede il rispetto delle regole stabilite dal Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).

Nel 2025 il Garante per la protezione dei dati personali è tornato a occuparsi del tema con il provvedimento n. 433 del 17 luglio 2025, ribadendo che l’installazione di telecamere senza cartelli informativi visibili e la ripresa di aree pubbliche costituiscono una violazione grave del GDPR.
Il caso – un’autorimessa napoletana con telecamere puntate anche sulla strada – è diventato un esempio concreto di come la videosorveglianza, se non gestita correttamente, possa trasformarsi da misura di sicurezza in trattamento illecito di dati personali.

Ogni impianto di videosorveglianza comporta la registrazione di immagini che possono identificare persone fisiche. Di conseguenza, rappresenta un vero e proprio trattamento di dati personali ai sensi dell’articolo 4 del GDPR.

Uno dei principi fondamentali del Regolamento è la trasparenza: chi entra in un’area videosorvegliata deve essere informato in modo chiaro e comprensibile.
Per questo motivo, il Garante impone un sistema di informativa a due livelli:

  1. Cartello sintetico (primo livello) – da posizionare in prossimità della zona ripresa, deve indicare la presenza delle telecamere, la finalità del trattamento (es. sicurezza o tutela del patrimonio) e il riferimento al titolare.
  2. Informativa estesa (secondo livello) – deve contenere tutti i dettagli previsti dall’art. 13 del GDPR: base giuridica, tempi di conservazione, modalità di esercizio dei diritti e contatti del DPO, se presente.

Il cartello non è un adempimento formale: è ciò che consente alle persone di sapere che stanno entrando in un’area ripresa e di esercitare consapevolmente i propri diritti.

Nel caso di Napoli, la Polizia Locale ha segnalato al Garante che un’autorimessa aveva installato telecamere rivolte anche sulla pubblica via, senza alcuna informativa visibile.
L’Autorità ha accertato che il sistema violava due principi cardine del GDPR:

  • la liceità del trattamento, poiché mancava una base giuridica valida;
  • la trasparenza, per l’assenza totale di cartelli informativi.

Il Garante ha ritenuto illecito il trattamento dei dati e ha applicato una sanzione amministrativa pecuniaria, disponendo inoltre la pubblicazione del provvedimento sul proprio sito istituzionale.

Un richiamo netto: la videosorveglianza non può invadere lo spazio pubblico né essere realizzata senza adeguata informazione. La sicurezza non giustifica l’inosservanza delle regole.

Altro principio cardine è la proporzionalità: le telecamere devono riprendere solo le aree realmente da proteggere, evitando di inquadrare zone pubbliche o proprietà altrui.
Le immagini devono essere limitate all’obiettivo dichiarato, come la prevenzione dei furti o la tutela del patrimonio.

Solo in casi eccezionali – quando la protezione non può essere garantita diversamente – è ammessa una minima estensione dell’inquadratura a spazi limitrofi, ma con misure tecniche di privacy masking per oscurare le aree non pertinenti.

Nel caso analizzato, invece, le telecamere riprendevano ampi tratti di strada pubblica, superando il perimetro dell’autorimessa: per questo il Garante ha ravvisato un trattamento sproporzionato e privo di base giuridica.

Ogni trattamento di dati deve poggiare su una base giuridica tra quelle previste dall’articolo 6 del GDPR. Nel caso della videosorveglianza privata, le principali sono:

  • Legittimo interesse del titolare del trattamento (art. 6, par. 1, lett. f): tutela della sicurezza o del patrimonio aziendale.
  • Adempimento di un obbligo legale (es. videosorveglianza in contesti particolari come istituti bancari).
  • Consenso dell’interessato, raramente applicabile in contesti pubblici o aperti al pubblico.

Il legittimo interesse deve essere sempre bilanciato con i diritti e le libertà fondamentali delle persone, e tale bilanciamento va documentato nel registro dei trattamenti o nella valutazione d’impatto (DPIA), se necessaria.

Uno degli elementi più innovativi del GDPR è il principio di accountability, cioè la responsabilità documentata.
Il titolare del trattamento non deve solo rispettare la normativa, ma anche dimostrare di averlo fatto.

Nel caso della videosorveglianza, ciò significa:

  • predisporre e conservare l’informativa;
  • aggiornare il registro dei trattamenti;
  • stabilire tempi di conservazione delle immagini (in genere 24-72 ore, salvo eccezioni motivate);
  • limitare l’accesso ai filmati a personale autorizzato;
  • adottare misure tecniche di sicurezza (crittografia, password, log di accesso).

La mancata prova di tali attività può comportare sanzioni anche se il trattamento è di per sé legittimo.

Le imprese possono riprendere solo aree di loro pertinenza — interni, ingressi, parcheggi privati — ma non spazi pubblici come strade o piazze.
Le riprese “incidentali” sono ammesse solo se inevitabili e con accorgimenti tecnici per escludere i volti o le porzioni non pertinenti.

Questo confine tra sfera privata e pubblica è uno dei più delicati: anche pochi centimetri di area pubblica ripresi senza motivo possono rendere illecito l’intero trattamento.

Le sanzioni per violazione del GDPR possono raggiungere i 20 milioni di euro o il 4% del fatturato mondiale annuo.
Nel caso del 2025, la sanzione è stata accompagnata dalla pubblicazione del provvedimento sul sito del Garante: un impatto non solo economico, ma anche reputazionale.

La mancata conformità può compromettere la fiducia dei clienti, dei dipendenti e dei cittadini, con conseguenze spesso più gravi della multa stessa.

Nei luoghi di lavoro, la videosorveglianza è regolata anche dall’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori.
L’uso di telecamere è consentito solo per esigenze organizzative, produttive o di sicurezza, e previo accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro.

Il Garante e l’Ispettorato vigilano attentamente su questo punto: le telecamere non possono essere utilizzate per controllare i lavoratori, né direttamente né indirettamente.
Anche in ambito aziendale, quindi, la trasparenza e la proporzionalità restano requisiti imprescindibili.

Per evitare sanzioni e garantire la conformità, ogni impresa dovrebbe adottare alcune semplici ma fondamentali regole operative:

  1. Definire chiaramente le finalità del sistema di videosorveglianza.
  2. Limitare il campo visivo alle aree strettamente necessarie.
  3. Installare cartelli informativi visibili e conformi ai modelli del Garante.
  4. Conservare le immagini per un periodo limitato, in genere non superiore a 72 ore.
  5. Proteggere i dati con misure di sicurezza adeguate.
  6. Aggiornare il registro dei trattamenti e, se necessario, la valutazione d’impatto.
  7. Formare il personale che accede ai sistemi o gestisce le immagini.

Queste buone pratiche non solo riducono i rischi di sanzione, ma aumentano la credibilità dell’azienda agli occhi di clienti e autorità.

La videosorveglianza moderna si integra sempre più con sistemi di intelligenza artificiale in grado di analizzare comportamenti o identificare persone. Tuttavia, il Garante e il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) raccomandano estrema cautela:
l’uso di tecniche biometriche o di riconoscimento facciale rappresenta un trattamento ad alto rischio e, nella maggior parte dei casi, è vietato senza una base giuridica specifica e adeguate garanzie.

Nel contesto aziendale è consigliabile limitarsi a sistemi tradizionali di registrazione video, orientati esclusivamente alla sicurezza e alla prevenzione di atti illeciti.

Il messaggio del Garante è chiaro: la privacy non è un ostacolo alla sicurezza, ma ne è parte integrante.
Rispettare il GDPR nella gestione della videosorveglianza significa proteggere non solo il patrimonio aziendale, ma anche la fiducia delle persone che frequentano gli spazi dell’impresa.

Ogni cartello informativo ben visibile è un segno di trasparenza e rispetto.
La conformità normativa non è solo una difesa contro le sanzioni, ma un modo per costruire relazioni basate sulla fiducia, sulla correttezza e sulla responsabilità sociale.

Il caso dell’autorimessa di Napoli rappresenta un monito per tutte le imprese: la sicurezza deve convivere con il rispetto della privacy.
Installare telecamere senza cartelli informativi o puntate verso aree pubbliche significa violare i principi fondamentali del GDPR, esponendo l’azienda a sanzioni e danni reputazionali.

Una videosorveglianza conforme, invece, è un segno di maturità e attenzione etica.
Trasparenza, proporzionalità e responsabilità documentata sono i pilastri per garantire una sicurezza che rispetti i diritti delle persone e la credibilità delle imprese nel lungo periodo.

Articolo precedenteEmail aziendali e privacy: cosa dice il Garante e come gestirle correttamenteArticolo successivo GDPR: dalla conformità alla crescita – come trasformare un obbligo in un vantaggio competitivo con B.G.T. Data Consulting

About The Blog

Nulla laoreet vestibulum turpis non finibus. Proin interdum a tortor sit amet mollis. Maecenas sollicitudin accumsan enim, ut aliquet risus.

Recent Posts

Social Privacy 2025: cosa prevede il nuovo vademecum del Garante e perché riguarda tutte le aziendeNovembre 24, 2025
GDPR: dalla conformità alla crescita – come trasformare un obbligo in un vantaggio competitivo con B.G.T. Data ConsultingNovembre 10, 2025
Videosorveglianza nelle imprese: obblighi, cartelli e sanzioni secondo il Garante Privacy 2025Ottobre 27, 2025

Categorie

  • News
  • Post
  • Uncategorized

Meta

  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org

Tag

accordo ai amministratore aziende codiceetico commercialista condomini dpo email emailaziendale furto garante garanteprivacy gdpr guida hotel inl intelligenzaartificiale ispettoratolavoro ispezioni lavoro lineeguida NIS2 normaeuropea privacy professionisti sharenting socialmedia telecamere ufficio vademecum videosorveglianza

B.G.T. DATA CONSULTING S.R.L.S. 

VIA DELLA COSTITUENTE, 18
56028 SAN MINIATO (PI)
P.IVA 02329660506

CONTATTI

Via della Costituente, 18
San Miniato (PI)
(+39) 328.1714186
info@bgtdataconsulting.itwww.bgtdataconsulting.it

Privacy

Privacy Policy
Cookie Policy

Copyright 2019 - BGT Data & Consulting - Powered by Mind4U

About BGT

Recent Posts

Social Privacy 2025: cosa prevede il nuovo vademecum del Garante e perché riguarda tutte le aziendeNovembre 24, 2025
GDPR: dalla conformità alla crescita – come trasformare un obbligo in un vantaggio competitivo con B.G.T. Data ConsultingNovembre 10, 2025
Videosorveglianza nelle imprese: obblighi, cartelli e sanzioni secondo il Garante Privacy 2025Ottobre 27, 2025

Categorie

  • News
  • Post
  • Uncategorized
We use cookies on our website to give you the most relevant experience by remembering your preferences and repeat visits. By clicking “Accept All”, you consent to the use of ALL the cookies. However, you may visit "Cookie Settings" to provide a controlled consent.
Cookie SettingsAccept All
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA
My Agile Privacy
✕
Privacy and Consent by My Agile Privacy

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. 

Puoi accettare, rifiutare o personalizzare i cookie premendo i pulsanti desiderati. 

Chiudendo questa informativa continuerai senza accettare. 

AccettaRifiutaPersonalizza
Gestisci il consenso / Visualizza la Cookie Policy

Impostazioni privacy

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito.
Visualizza la Cookie Policy Visualizza l'Informativa Privacy

Privacy by My Agile Privacy